05/05/2010
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Roma, 3 maggio 2010
A
TUTTI GLI ISCRITTI CISL ACI
In
questo ultimo periodo abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere telefonate,
mail, fax che chiedono chiarimenti, esprimono dubbi e sdegno, sollevano strane
connessioni tra i risultati pubblicati della prima fase della Valutazione delle
Competenze e l’erogazione della produttività, confermandoci che le campagne
informative fatte da altri, contraddistinte da un accentuato terrorismo
psicologico basato sulle oramai tristemente famose tre fasce 25/50/25, hanno
creato tanta, troppa confusione fra tutti i colleghi.
Cerchiamo
quindi di fare chiarezza circa lo scopo e le finalità della Valutazione delle
Competenze cominciando dalla storia e dagli articoli contrattuali da cui prende
spunto.
Primo
fra tutti il CCNL relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e biennio
economico 2006-2007, sottoscritto nell’ottobre 2007, dove all’art.13, tra i
criteri e le procedure per gli sviluppi economi all’interno delle aree, è
stato espressamente previsto oltre al livello di esperienza maturato, i
titoli culturali anche: “specifici percorsi formativi e di apprendimento
professionale con valutazione finale dell’arricchimento professionale,
conseguito; ove gli enti non garantiscano la formazione a tutto il personale
interessato alla selezione, il presente criterio non può essere utilizzato.”
Ed
ancora all’art. 27, lo stesso CCNL, riferendosi ai piani e programmi
formativi, indica che devono essere definiti attraverso l’analisi dei
fabbisogni formativi rilevati “con particolare riferimento alla
riqualificazione e progressione professionale del personale”. Inoltre gli
stessi programmi devono definire “i percorsi di qualificazione e di
aggiornamento professionale con esame finale collegati alle progressioni dei
dipendenti all’interno del sistema di classificazione, di cui al presente CCNL.”
Quanto
previsto dal CCNL è stato pienamente recepito dal CCI 2008 in ACI, all’art.5,
infatti, tra i fattori presi a riferimento per gli sviluppi interni alle aree,
vengono valutati:
|
A
|
Livello
di esperienza maturato nell’area di inquadramento
|
|
B
|
Livello
di esperienza complessivo
|
|
C
|
Esiti
di Test di carattere cognitivo
|
|
D
|
Titoli
culturali e/o professionali
|
|
E
|
Percorsi
formativi e di apprendimento professionale con esame finale
dell'arricchimento professionale conseguito
|
L’attribuzione
delle posizioni di sviluppo economico viene effettuata secondo una graduatoria
definita sulla base della somma dei punteggi ottenuti in ogni fattore preso in
considerazione, tra cui il punteggio attribuito alla formazione, per ogni area
professionale di riferimento è fino a un massimo di 3 punti, 1 per ogni corso
di formativo.
Lo
stesso CCI 2008 riporta sottoscritto da tutti: “Gli
esiti della valutazione delle competenze effettuata con riferimento alle
competenze proprie del livello economico e del ruolo funzionale da ciascuno
rivestito sono volti ad attivare i percorsi formativi, valutati e certificati,
di cui alle tabelle sopra riportate, coerenti con le aree di miglioramento
emerse in sede di valutazione.”
Per dirla in parole più semplici la valutazione delle competenze serve
esclusivamente a determinare quali sono i fabbisogni formativi di ognuno per
costruire i piani e programmi di formazione, che a garanzia dell’intero personale devono prevedere la partecipazione
di tutti, e che daranno ulteriore punteggio negli sviluppi economici dei
prossimi anni. Tale punteggio potrà essere utilizzato solo se tutti
avranno potuto accedere ai corsi futuri che daranno luogo alla formazione
certificata e valutata.
Ci
eravamo già espressi in proposito con il comunicato del 17 gennaio u.s.
(reperibile nelle news del nostro sito www.cislaci.org),
dove scrivevamo:
“In
questo periodo sta prendendo corpo anche la definizione del percorso per la
valutazione delle competenze di tutto il personale. A tale scopo è utile
precisare, che tale valutazione nulla ha a che vedere con la valutazione della
performance individuale prevista dalla legge 150/09. Infatti, mentre a quest’ultima
sarà legata una quota parte del salario accessorio tutta da contrattare anche
in virtù di quello che prevederà il prossimo CCNL, la valutazione delle
competenze è finalizzata ad individuare le necessità formative del personale
al fine di istituire i percorsi formativi selettivi e certificati, a cui tutto
il personale dovrà partecipare, che daranno luogo ai crediti formativi
costituenti punteggio nelle future progressioni economiche così come previsto
dal CCNL vigente. E’ bene evidenziare lo scopo di tale strumento al fine di
evitare strane pressioni che sembrano avvenire in qualche ufficio, dove qualcuno
tenta di spacciarlo come strumento di misurazione legato all’erogazione della
produttività, forse per “ignoranza” o forse in malafede.”
Per
rendere leggibile la scheda di valutazione, a cui ognuno può accedere, è bene
sapere che le aree di competenza variano al variare del livello rivestito, così
come la colonna “peso” (una determinata competenza avrà un peso superiore
se si riveste una qualifica più elevata). Il “valore attribuito” è la
valutazione ottenuta in questa prima fase, la colonna “delta” rappresenta lo
scostamento tra il valore attribuito e il valore atteso quindi il valore 0
(zero) rappresenta il raggiungimento delle aspettative. Il valore negativo è
l’area di competenza ove secondo il valutatore si ha bisogno di formazione.
Se
qualcuno ha inteso utilizzare questo strumento come “pagella”, per indicare
i buoni e i cattivi o i simpatici e gli antipatici, ha totalmente fallito gli
obiettivi della valutazione poiché farà perdere risorse economiche all’Ente
che indirizzerà verso percorsi formativi sbagliati i colleghi. Come d’altra
parte l’aver raggiunto tutti zero non ha significato alcuno perché la
formazione deve essere garantita a tutti e quindi anche questi colleghi dovranno
avere la possibilità di formarsi. Prendiamo le cose per quello che sono e per
quello a cui servono; anche chi scrive ha avuto la sua valutazione e le sue aree
di competenza in negativo.
Aspettiamo
ora la seconda fase quella del feedback, dove contiamo che venga ristabilito il
giusto equilibrio e il vero senso di questa valutazione soprattutto dai valutati
che potranno esprimere le loro reali esigenze e necessità formative finalizzate
ad una crescita professionale concreta e cosciente.
Quello
che sta accadendo e quello che ci potrà attendere più avanti lascerà la
valutazione delle competenze in secondo piano, perché tutti dovremo essere
concentrati su i soliti attacchi che, seppure meno diretti di quelli del 2007,
non sembrano comunque voler cessare. Sulla quest’ultima questione seguiranno
ulteriori comunicazioni crediamo di carattere unitario.
Cordiali
saluti a tutti.
Il Coordinatore Generale FP CISL ACI
(Marco
Semprini)
Autore: Marco Semprini
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