
Dpef
2010-2013 via libera dalle Camere
Dopo il disco verde del
Senato anche la Camera ha approvato la risoluzione sul Dpef 2010-2013. Con il
voto del 29 luglio via libera dunque al documento di programmazione messo a
punto dall’esecutivo.
Il Dpef, che fissa le linee
dell’impegno economico per il prossimo triennio, individua tre obiettivi di
fondo: la stabilità bilancio pubblico, la coesione sociale e la liquidità delle
imprese. Con l’intento di “trasformare l'attuale crisi in un'opportunità di
sviluppo e di rilancio per l'economia italiana, e più in generale di progresso
sociale per il Paese”. Numeri e previsioni economiche al centro del documento,
la cui valenza è legata in particolare alle attese di crescita e alle politiche
di bilancio. Tuttavia il Dpef 2010-2013 definisce indicazioni importanti anche
sul piano delle relazioni industriali.
Nuovi contratti e indice Ipca. Per
quanto riguarda i rinnovi dei nuovi assetti contrattuali per il triennio
2010-2012 il Dpef riconferma i contenuti dell’ accordo Governo e parti sociali
del 22 gennaio 2009, così come integrato dall’intesa per il pubblico impiego del
30 aprile 2009, con l’introduzione di un nuovo indicatore di riferimento per
l’inflazione (Ipca al netto dei prodotti energetici importati) in sostituzione
dell’inflazione programmata.
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2010 |
2011 |
2012 |
Totale
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I.P.C.A.
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1,8
% |
2,2 %
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1,9
% |
5,9
% |
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Inflazione programmata
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1,5
% |
1,5
% |
1,5
% |
4,5
% |
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Differenza
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+
0,3% |
+
0,7% |
+ 0,4%
|
+
1,4% |
Il nuovo indice si
applicherà anche ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego per il triennio
2010-2012, previa concertazione tra i Ministeri dell’Economia e della Pubblica
amministrazione ed innovazione e le organizzazioni sindacali per la definizione
delle risorse da destinare agli incrementi stipendiali, nel rispetto dei vincoli
e degli obiettivi di finanza pubblica.
In particolare l’indice
Ipca depurato verrà applicato alle voci stipendiali, ed il recupero
dell’eventuale scostamento (se di percentuale significativa) avverrà nel primo
anno del successivo triennio contrattuale.
Contrattazione integrativa. Il Dpef riconferma anche il positivo risultato
conseguito dalla Cisl in tema di valorizzazione e potenziamento della
contrattazione integrativa, visto che prevede in aggiunta agli incrementi
salariali definiti con il nuovo indice Ipca e nella medesima sede di
concertazione tra Governo e sindacati, la verifica delle “eventuali risorse da
destinare alla contrattazione integrativa”. Ciò vuol dire piena applicazione
dalla normativa che la Cisl ha fortemente voluto ed ottenuto a sostegno dei Ccnl
già rinnovati (art. 61 della Legge 133/2008 – art. 2, commi 33 e 34 della Legge
n. 203/2008), con l’utilizzo di una quota fino al 30% dei risparmi ottenuti sui
costi di funzionamento conseguiti per effetto dei processi di ristrutturazione,
riorganizzazione ed innovazione della Pa (ossia il cosiddetto “dividendo
dell’efficienza”).
Nel 2010 Pil di nuovo positivo. Sul piano generale,
il documento di programmazione economica
e finanziaria ipotizza una ripresa a partire dal 2010. «Negli ultimi due-tre
mesi - si sottolinea - si sono
ripetuti segnali non negativi, per l'economia mondiale e per quella italiana. Le
tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza
sulle prospettive economiche rimane legata, ma si sta evidenziando
un'attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la
ripresa a partire dal 2010». Per l’anno in corso si prospetta un calo del 5,2%
del prodotto interno lordo, mentre a partire dal prossimo ci si attende una
ripresa con un Pil a +0,5% nel 2010 e al +2% negli anni 2011, 2012 e
2013.
Con la ripresa
ristabilire il pareggio di bilancio. I
numeri dell'economia tornano al centro del dibattito pubblico, dopo che la Banca
d'Italia ha diffuso i dati sull'andamento del debito con il nuovo massimo
storico a maggio: 1.752,188 miliardi di euro: in crescita di circa 4 miliardi
rispetto al mese precedente e in salita rispetto allo stesso periodo dell'anno
scorso. Il Governo conferma nel Dpef l'impegno a portare i conti verso il
pareggio di bilancio e per una costante riduzione del rapporto debito Pil «non
appena la ripresa sarà consolidata». Nel documento si afferma che la crisi
economica ha messo sotto pressione l'equilibrio dei conti pubblici e che
pertanto «risulta essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento
solido e credibile per il dopocrisi» con lo scopo anche di «continuare a dare
stabilità e fiducia agli operatori economici e ai mercati
finanziari».
Misure contro la
crisi. Il Dpef afferma che l'Italia ha
stanziato contro la crisi, senza considerare gli interventi a favore del settore
bancario, «risorse lorde pari a circa 27,3 miliardi per il quadriennio 2008-2011
(2,7 miliardi nel 2008, 11,4 nel 2009, 7,5 nel 2010 e 5,8 nel 2011),
corrispondenti all'1,8 per cento del Pil». A questo si aggiungono 16 miliardi di
finanziamenti alle infrastrutture. Le misure anti-crisi adottate a partire dal
2008 hanno avuto, secondo i tecnici dell’esecutivo, un impatto positivo di mezzo
punto sul Pil del 2009 e continueranno ad averlo anche nei prossimi anni (+0,4 e
+0,3% nel 2010-2011). Il Dpef stima effetti positivi anche sull'occupazione con
un aumento ulteriore pari allo 0,3% della crescita rispetto allo scenario di
base nel prossimo biennio. Le misure adottate, indica il documento, hanno
puntato ad «aumentare la fiducia tra gli operatori e ridurre l'incertezza,
nonché ad aumentare l'efficienza del sistema».
Roma, 4 agosto
2009