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Dpef 2010-2013 via libera dalle Camere
Comunicato Sindacale
06/08/2009
Messaggio


Dpef 2010-2013 via libera dalle Camere

 

Dopo il disco verde del Senato anche la Camera ha approvato la risoluzione sul Dpef 2010-2013. Con il voto del 29 luglio via libera dunque al documento di programmazione messo a punto dall’esecutivo.

Il Dpef, che fissa le linee dell’impegno economico per il prossimo triennio, individua tre obiettivi di fondo: la stabilità bilancio pubblico, la coesione sociale e la liquidità delle imprese. Con l’intento di “trasformare l'attuale crisi in un'opportunità di sviluppo e di rilancio per l'economia italiana, e più in generale di progresso sociale per il Paese”. Numeri e previsioni economiche al centro del documento, la cui valenza è legata in particolare alle attese di crescita e alle politiche di bilancio. Tuttavia il Dpef 2010-2013 definisce indicazioni importanti anche sul piano delle relazioni industriali.


Nuovi contratti e indice Ipca. Per quanto riguarda i rinnovi dei nuovi assetti contrattuali per il triennio 2010-2012 il Dpef riconferma i contenuti dell’ accordo Governo e parti sociali del 22 gennaio 2009, così come integrato dall’intesa per il pubblico impiego del 30 aprile 2009, con l’introduzione di un nuovo indicatore di riferimento per l’inflazione (Ipca al netto dei prodotti energetici importati) in sostituzione dell’inflazione programmata.

           

 

 

2010

2011

2012

Totale

I.P.C.A.         

1,8 %

2,2 %  

1,9 %

5,9 %

Inflazione programmata  

1,5 %

1,5 %

1,5 %

4,5 %

Differenza    

+ 0,3%

+ 0,7%

+ 0,4%          

+ 1,4%

 

Il nuovo indice si applicherà anche ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego per il triennio 2010-2012, previa concertazione tra i Ministeri dell’Economia e della Pubblica amministrazione ed innovazione e le organizzazioni sindacali per la definizione delle risorse da destinare agli incrementi stipendiali, nel rispetto dei vincoli e degli obiettivi di finanza pubblica.

In particolare l’indice Ipca depurato verrà applicato alle voci stipendiali, ed il recupero dell’eventuale scostamento (se di percentuale significativa) avverrà nel primo anno del successivo triennio contrattuale.

 

Contrattazione integrativa. Il Dpef riconferma anche il positivo risultato conseguito dalla Cisl in tema di valorizzazione e potenziamento della contrattazione integrativa, visto che prevede in aggiunta agli incrementi salariali definiti con il nuovo indice Ipca e nella medesima sede di concertazione tra Governo e sindacati, la verifica delle “eventuali risorse da destinare alla contrattazione integrativa”. Ciò vuol dire piena applicazione dalla normativa che la Cisl ha fortemente voluto ed ottenuto a sostegno dei Ccnl già rinnovati (art. 61 della Legge 133/2008 – art. 2, commi 33 e 34 della Legge n. 203/2008), con l’utilizzo di una quota fino al 30% dei risparmi ottenuti sui costi di funzionamento conseguiti per effetto dei processi di ristrutturazione, riorganizzazione ed innovazione della Pa (ossia il cosiddetto “dividendo dell’efficienza”).   

 

Nel 2010 Pil di nuovo positivo. Sul piano generale, il documento di programmazione economica e finanziaria ipotizza una ripresa a partire dal 2010. «Negli ultimi due-tre mesi -  si sottolinea - si sono ripetuti segnali non negativi, per l'economia mondiale e per quella italiana. Le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza sulle prospettive economiche rimane legata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la ripresa a partire dal 2010». Per l’anno in corso si prospetta un calo del 5,2% del prodotto interno lordo, mentre a partire dal prossimo ci si attende una ripresa con un Pil a +0,5% nel 2010 e al +2% negli anni 2011, 2012 e 2013.

Con la ripresa ristabilire il pareggio di bilancio. I numeri dell'economia tornano al centro del dibattito pubblico, dopo che la Banca d'Italia ha diffuso i dati sull'andamento del debito con il nuovo massimo storico a maggio: 1.752,188 miliardi di euro: in crescita di circa 4 miliardi rispetto al mese precedente e in salita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il Governo conferma nel Dpef l'impegno a portare i conti verso il pareggio di bilancio e per una costante riduzione del rapporto debito Pil «non appena la ripresa sarà consolidata». Nel documento si afferma che la crisi economica ha messo sotto pressione l'equilibrio dei conti pubblici e che pertanto «risulta essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento solido e credibile per il dopocrisi» con lo scopo anche di «continuare a dare stabilità e fiducia agli operatori economici e ai mercati finanziari».

Misure contro la crisi. Il Dpef afferma che l'Italia ha stanziato contro la crisi, senza considerare gli interventi a favore del settore bancario, «risorse lorde pari a circa 27,3 miliardi per il quadriennio 2008-2011 (2,7 miliardi nel 2008, 11,4 nel 2009, 7,5 nel 2010 e 5,8 nel 2011), corrispondenti all'1,8 per cento del Pil». A questo si aggiungono 16 miliardi di finanziamenti alle infrastrutture. Le misure anti-crisi adottate a partire dal 2008 hanno avuto, secondo i tecnici dell’esecutivo, un impatto positivo di mezzo punto sul Pil del 2009 e continueranno ad averlo anche nei prossimi anni (+0,4 e +0,3% nel 2010-2011). Il Dpef stima effetti positivi anche sull'occupazione con un aumento ulteriore pari allo 0,3% della crescita rispetto allo scenario di base nel prossimo biennio. Le misure adottate, indica il documento, hanno puntato ad «aumentare la fiducia tra gli operatori e ridurre l'incertezza, nonché ad aumentare l'efficienza del sistema».

 

Roma, 4 agosto 2009


Autore: Marco Semprini
 
 
 
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