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Comunicato
stampa
Manovra,
Faverin: “Sbagliato il blocco dei contratti, cambiare il decreto
durante l’iter parlamentare con le nostre proposte”
Già
recepite dal provvedimento alcune modifiche chieste dal sindacato
“Il
blocco dei rinnovi è una misura iniqua che sbilancia il costo degli
aggiustamenti di finanza pubblica a discapito dei lavoratori pubblici”
così Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, sui contenuti
del testo finale della manovra finanziaria.
Se
il governo cerca di far leva sulle statistiche relative agli aumenti
contrattuali, per il segretario della Cisl Fp “è del tutto
pretestuoso richiamarsi al maggiore incremento degli stipendi pubblici
rispetto a quelli del privato: intanto perché i confronti vanno fatti
tra categorie uniformi di lavoratori, cioè a parità di livello
formativo, di competenze e di funzioni. E poi andrebbero scorporati gli
aumenti dei dirigenti, visto che nel pubblico c’è in media un
dirigente ogni dieci dipendenti, se non di più”.
Nello
specifico del provvedimento, Faverin non contesta gli obiettivi, ma le
misure che fanno cassa senza incidere sulle cause vere dello stop ai
contratti: “Condividiamo la preoccupazione per una crescita esagerata
della spesa, ma il punto è che bisognava decidere prima su come
riorganizzare la macchina pubblica, con meno dirigenti, più quadri, più
giovani e più donne” precisa il segretario.
“Alcune
norme vanno nella direzione che abbiamo auspicato come la stretta
sull’evasione fiscale, il taglio delle consulenze, le restrizioni a
missioni e sponsorizzazioni o i tagli alle poltrone negli organi
collegiali. Altre sono state modificate grazie all’impegno della Cisl
come la norma sulla rateizzazione del trattamento di fine servizio”.
“Ma
noi insistiamo – rilancia Faverin, che con la Cisl Fp parteciperà
all’Assemblea nazionale del 5 giugno – la priorità è la lotta agli
sprechi, alle ruberie, alla cattiva gestione di cui la politica ad ogni
livello è la prima responsabile. Su
questo tema continueremo una mobilitazione forte, ente per ente, per
denunciare quelle storture nell’uso delle risorse pubbliche che fanno
costare troppo i servizi ai cittadini e drenano i soldi per i contratti
di lavoro: anche a livello locale servono accantonamenti di risorse per
pagare i lavoratori e consorzi di servizi per razionalizzare personale e
risorse”.
Per
Faverin c’è spazio d’azione per correggere il provvedimento, ma il
sindacato non deve disperdere energie nella protesta fine a se stessa:
“Ora, come già è avvenuto nel 2008 dopo il decreto 122, vogliamo che
il testo sia modificato durante l’iter parlamentare o attraverso
accordi successivi. In particolare è essenziale salvaguardare la
contrattazione integrativa: è da lì infatti che si possono ricavare
risparmi ed economie da destinare al risanamento dei conti, al
miglioramento dei servizi e alla valorizzazione delle professionalità”.
Roma,
1° giugno 2010
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il D.L. 78/2010
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