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Il
21 giugno volantinaggio in tutta Italia: contrattazione integrativa e
accordo quadro sulle relazioni sindacali al centro della piattaforma
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il volantino
Terza
tappa del nostro percorso di mobilitazione: il 21 giugno saremo in tutti
i posti di lavoro per chiedere ai lavoratori di sostenere le proposte
concrete contenute nella piattaforma che presenteremo al governo.
Dopo
l’iniziativa del 5 giugno all’hotel Ergife di Roma, dove con i
quadri e delegati di tutte le categorie della Cisl abbiamo discusso di
come correggere la manovra finanziaria e di come riqualificare la spesa
pubblica, e dopo le due intense giornate di Levico in cui insieme alla
confederazione e alla federazione della scuola abbiamo presentato i
punti qualificanti della nostra azione sindacale, ora inizia il lavoro
di sensibilizzazione e informazione ai lavoratori e alle lavoratrici
pubbliche.
In
un crescendo di intensità che deve accompagnare la nostra mobilitazione
prima e durante il confronto chiesto al governo, lunedì prossimo saremo
in tutte le sedi di Prefetture, Regioni, Anci e Upi per un volantinaggio
che dovrà servire a spiegare le nostre ragioni. Rinforzando in questo
modo le varie iniziative già attive sui territori.
La
direzione del nostro percorso è chiara: di fronte alle priorità di
consolidamento delle finanze pubbliche imposte da una situazione
italiana ed europea particolarmente difficile, e al rischio di misure
drastiche come quelle adottate da molti paesi europei (dove gli stipendi
dei lavoratori pubblici sono stati tagliati nel vivo), la nostra azione
forte e responsabile è riuscita in parte a contenere e ad indirizzare
l’impatto della manovra correttiva adottata dal governo italiano. Il
decreto 78 è infatti un provvedimento che in alcune parti, prima fra
tutte il blocco dei contratti di lavoro per il pubblico impiego, non
possiamo condividere e che vogliamo sia modificato durante l’iter di
conversione in legge. Ma non bisogna dimenticare che siamo riusciti ad
ottenere interventi importanti come quelli sulla lotta all’evasione
fiscale e sull’abbattimento della spesa pubblica improduttiva, a
partire dalle consulenze e dai costi occulti della politica. Questo è
il frutto di una mobilitazione che, come abbiamo detto fin da principio,
non è solo una risposta alla manovra ma è azione strategica di lungo
periodo, diretta a fare in modo che attraverso la lotta agli sprechi, il
recupero di risorse disperse o rubate, la buona programmazione economica
e organizzativa, ci siano in ogni bilancio pubblico le risorse per i
rinnovi dei contratti, senza che le amministrazioni debbano chiedere
ogni volta altri soldi ai cittadini.
Ora
abbiamo chiesto un incontro urgente al governo per un nuovo accordo che
facendo ripartire la contrattazione integrativa aumenti la
partecipazione dei lavoratori pubblici alla riqualificazione della spesa
e consenta di distribuire le economie di gestione tra riassetto dei
bilanci e retribuzione delle professionalità. Un accordo che dovrà
servire a:
- definire
gli spazi e i luoghi della contrattazione integrativa e
decentrata,
- incentivare
i risparmi di gestione da destinare al miglioramento dei servizi e al
salario accessorio del personale coinvolto,
- bloccare
qualsiasi restituzione o diminuzione delle risorse destinate alle busta
paga dei lavoratori, sia a livello nazionale sia a livello di
contrattazione integrativa o decentrata,
- bloccare
qualsiasi decurtazione del salario accessorio in applicazione delle
nuove norme del d.lgs. 150 per la parte del salario già definito dalla
contrattazione locale e nazionale,
- ripristinare
il valore della contrattazione collettiva come leva per la gestione
delle risorse umane nel pubblico impiego,
- nella
vigenza degli accordi di secondo livello, garantire alle parti lo
svolgimento delle procedure di informazione e consultazione, verifica,
concertazione come previste dalle leggi, dai contratti collettivi
nazionali di lavoro di categoria e dagli accordi collettivi per
la gestione degli effetti sociali connessi alla
trasformazione delle amministrazioni quali innovazioni tecnologiche,
organizzative e dei processi di ristrutturazione,
- definire
presso l’Aran un nuovo accordo quadro per le relazioni
sindacali, in modo tale da accompagnare una proposta di contrattazione
di qualità per uscire dalla crisi e da evitare interpretazioni e prassi
che nel blocco della contrattazione vedano un avallo rispetto
ad una gestione unilaterale dell’organizzazione e del personale
delle amministrazioni pubbliche.
In
questo senso gli strumenti e i luoghi della nostra azione sindacale
saranno quelli della modifica parlamentare delle norme contenute
nella manovra economica del governo così come le sedi degli accordi
istituzionali ministeriali e/o ARAN.
Per
questo dobbiamo dare massima efficacia alle nostre iniziative: una
mobilitazione responsabile per obiettivi concreti e risultati
tangibili… per i lavoratori pubblici e per i cittadini.
Roma,
15 giugno 2010
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