02/05/2009
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COMUNICATO STAMPA
Cambiano
le regole del 1993
Via
libera definitivo alla riforma del modello contrattuale anche nel pubblico
impiego
La
Cisl Fp: “Garantirà più partecipazione valorizzando la professionalità e
aumenterà produttività e qualità dei servizi pubblici”
Firmata oggi
l’intesa per dare applicazione nel settore pubblico all’accordo
sulla riforma del modello contrattuale. Dopo
il via libera interconfederale della settimana scorsa per i comparti privati, la
firma di oggi fissa le nuove regole per il pubblico impiego rendendo definitivo
l’accordo del 22 gennaio 2009.
Al
centro dell’intesa un nuovo sistema partecipativo di relazioni industriali che
significherà tempi certi dei rinnovi contrattuali, incentivazione del
secondo livello di contrattazione, professionalizzazione dei lavoratori e difesa
delle retribuzioni reali, produttività ed efficienza delle amministrazioni
pubbliche.
Il
nuovo modello contrattuale avrà carattere sperimentale per la durata di quattro
anni, a decorrere dal 2010, e sostituirà l’attuale modello in vigore dal
1993. A vigilare sulla corretta applicazione sarà un comitato paritetico di cui
faranno parte rappresentanti dei comitati di settore e delle organizzazioni
sindacali.
Redditi
più tutelati dall’inflazione e più rispondenti a criteri meritocratici, ma
anche innovazione, competitività, flessibilità produttiva, gli obiettivi
dell’accordo a cui la Cisl Fp ha detto sì con convinzione.
All’interno
di un impianto di riforma che vede confermati i due livelli di contrattazione, i
contenuti principali dell’accordo riguardano.
-
La
durata triennale sia per la parte
economica che per la parte normativa del
Ccnl, che avrà la funzione di garantire la certezza dei trattamenti
economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del comparto/area,
ovunque impiegati nel territorio nazionale.
-
La
definizione delle risorse da destinare agli incrementi salariali, che avverrà
assumendo l’Ipca (Indice dei
prezzi al consumo armonizzato), depurato dalla dinamica dei prezzi
energetici importati, quale parametro di riferimento (valido per il triennio
di programmazione) per individuare l’indice previsionale da applicare ad
una base di calcolo costituita dalle voci stipendiali. Il calcolo avverrà
nel rispetto dei limiti della programmazione prevista dalla legge
finanziaria, l’elaborazione della previsione sarà affidata congiuntamente
ad un soggetto terzo di riconosciuta autorevolezza e affidabilità.
-
La
verifica degli scostamenti tra
inflazione prevista e quella reale effettivamente osservata, che sarà
effettuata dallo stesso soggetto terzo alla scadenza del triennio
contrattuale. L’eventuale recupero
avverrà, previo confronto con le parti sociali e tenendo conto dei reali
andamenti delle retribuzioni di fatto dell’intero settore delle pubbliche
amministrazioni, nell’ambito del successivo
triennio.
-
Il
nuovo e più incisivo ruolo dell’Aran e riforma dell’iter negoziale dei contratti, in
applicazione della legge 15/2009 ai fini di migliorare l’efficienza e
l’efficacia della contrattazione e la tempestività dei rinnovi.
-
Il
riconoscimento di una copertura economica alla
scadenza dei contratti a favore dei lavoratori destinatari del rinnovo,
definita nel Ccnl nei limiti previsti dalla finanziaria.
-
La
regolazione attraverso il Ccnl
del sistema delle relazioni sindacali a livello nazionale, territoriale e di
amministrazione. Il Ccnl definisce: la disciplina dei diritti di
informazione e consultazione; modelli, regole e procedure degli organismi
paritetici; le modalità e gli ambiti di applicazione della contrattazione
di secondo livello nonché la relativa tempistica.
-
La
definizione di tempi e procedure per la presentazione delle proposte di
rinnovo e per lo svolgimento dei negoziati: apertura delle trattative tre
mesi prima della scadenza, tregua sindacale di quattro mesi dalla
presentazione delle proposte di rinnovo, interessamento del comitato
paritetico nel caso in cui il contratto non sia rinnovato dopo 6 mesi dalla
scadenza.
-
La
vigenza triennale del secondo
livello di contrattazione, quale valido strumento per rilanciare la
crescita della produttività e l’efficienza del lavoro pubblico, previsto
sulle materie delegate in tutto o in parte dal contratto nazionale o dalla
legge che non siano negoziate ad altri livelli di contrattazione.
-
La
riduzione di tasse e contributi, nel rispetto dei vincoli di finanza
pubblica e attraverso misure strutturali, certe e accessibili, sulla
contrattazione di secondo livello che collega incentivi economici al
raggiungimento di obiettivi, concordati fra le parti, di produttività,
qualità, efficienza, efficacia e ad altri elementi rilevanti ai fini del
continuo miglioramento della performance delle pubbliche amministrazioni
anche in termini di risparmi di gestione.
-
Premi
variabili, previsti dalla
contrattazione decentrata, calcolati con riferimento ai risultati
conseguiti in base a programmi concordati per l’incremento di produttività,
qualità, efficacia, innovazione, efficienza organizzativa ed altri elementi
rilevanti ai fini del miglioramento della performance delle amministrazioni
anche in termini di soddisfazione degli utenti, nonché legati ai risparmi
di gestione. Ai premi dovranno essere applicati, gradualmente e
compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica, eventuali trattamenti
contributivi e fiscali favorevoli previsti per legge. Gli importi i
parametri e i meccanismi per determinare le relative erogazioni saranno
definite contrattualmente a livello di singola amministrazione, assicurando
piena trasparenza.
-
Possibilità
di concordare linee guida utili a definire modelli di premio variabile, con
l’obiettivo di favorire la diffusione della contrattazione decentrata.
-
Possibilità
di costituire commissioni paritetiche in sede nazionale con il compito di
monitorare e analizzare la contrattazione di secondo livello.
-
Possibilità
da parte del Comitato paritetico di ampliare, modificare o ampliare gli
strumenti di incentivazione della contrattazione decentrata.
-
Potenziamento
dei Nuclei di valutazione e dei Secin,
-
Attendibilità
e pubblicità della valutazione su programmi e obiettivi garantita da un
soggetto pubblico esterno (come previsto dalla l. 15/2009) con funzioni
di monitoraggio e coordinamento sulle strutture di controllo interne.
-
Valutazione
della performance delle singole amministrazioni come elemento di
riferimento per il confronto sulle risorse da destinare alla contrattazione
di secondo livello
Conferma
dell’interesse a definire uno specifico accordo quadro per rivedere e
aggiornare le regole sulla rappresentanza
L’accordo per
la riforma contrattuale nel pubblico impiego costituisce un obiettivo fortemente
voluto dalla Cisl Fp. E’ infatti il frutto del coraggio e della responsabilità
di un sindacato riformista impegnato da sempre sul fronte dell’innovazione.
Riportare la
contrattazione nel pubblico impiego al centro dell’impegno sindacale, vuol
dire difendere meglio gli interessi dei lavoratori pubblici, ma anche quello dei
cittadini e delle comunità che chiedono servizi migliori e più efficienti.
Roma, 30 aprile
2009
Comunicato
stampa Segretario Generale FP CISL Giovanni Faverin
Testo
dell'Accordo
Manifestino
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il presente messaggio
Autore: Marco Semprini
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