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Chi fa accordi seri raggiunge risultati concreti
Comunicato Sindacale
04/07/2009
Nuova pagina 1


A TUTTI I COLLEGHI


Continua il percorso della CISL e con il recupero dei fondi per la produttività si è raggiunto un ulteriore traguardo. Ma, come è chiaro anche nel manifesto (clicca qui per vederlo) il nostro impegno continuerà fino a che le risorse economiche non saranno definitivamente nelle tasche dei lavoratori. Ci dispiace dover leggere altre organizzazioni, che come il bambino preso con le mani nella marmellata negano le evidenze, si contraddicono e si arrampicano sugli specchi, anche con la firma del DPCM.

Prima il "de profundis", quando era scatattato il 1 luglio e non era stato ancora firmato il decreto, poi la negazione dei fatti.

Pur di creare diffidenza, taluni arrivano ad escludere il solo nostro Ente dagli effetti del  DPCM, dimenticando che la decurtazione de 10% sul tetto ai fondi nella 133/08 riguardava tutti gli Enti centrali e non solo l'ACI, quindi o il recupero c'è stato ed è per tutti, o non c'è stato, spesso si deve trovare il giusto equilibrio con se stessi per avere le idee chiare.

Non abbiamo mai fatto polemica come CISL ACI e continueremo a non farla ma non possiamo non intervenire quando si crea confusione e non si affrontano le cose con argomenti e non con illazioni.

Ma lasciamo al giudizio dei colleghi quale sarà la realtà, quando si arriverà a conclusione e alla firma definitiva del CCI 2009 allora ognuno potrà giudicare dai fatti chi non aveva chiaro cosa stava succedendo.

Invitiamo tutti a partecipare alle assemblee, dei prossimi giorni, indette dalla CISL quella sarà l'occasione per chiedere chiarimenti e avere le indicazioni giuste sugli effetti del DPCM.

Cordiali saluti a tutti

Il Coordinatore Generale CISL FP ACI: Marco Semprini  

 


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Chi fa accordi seri ottiene risultati concreti

 

 

 Il recupero dei fondi destinati alla produttività delle amministrazioni centrali e delle leggi speciali, reso oggi definitivo con il Dpcm, è una grande conquista della Cisl Fp e chiude il cerchio del nostro percorso.

 E’ la risposta che oltre 300 mila famiglie italiane si attendevano e la giusta conclusione di una vicenda, iniziata con il famigerato decreto 122 di Tremonti, che ha legittimamente agitato i lavoratori dei ministeri, delle agenzie fiscali, degli enti pubblici non economici e di tutto il pubblico impiego.

Ma oltre a questo è la dimostrazione lampante della validità di una strategia sindacale autenticamente riformista: chi fa accordi seri ottiene risultati concreti. Come ha fatto la Cisl Fp.

 Vale infatti la pena sottolineare che quando il 30 ottobre dello scorso anno abbiamo firmato il protocollo d’intesa con il governo, la situazione era preoccupante. Oltre all’impazzare della campagna mediatica cosiddetta “antifannulloni”, ci trovavamo a fronteggiare le vere misure capestro contro i dipendenti pubblici: la riduzione delle risorse per la contrattazione decentrata, la volontà di limitare il peso delle relazioni sindacali e il ruolo delle rappresentanze sindacali, la previsione di aumenti di contratto per legge e nei limiti minimi dell’inflazione programmata (1,7% di incremento salariale a regime), l’intervento, sempre per legge, sugli istituti contrattuali oggetto della contrattazione. E quindi i tagli unilaterali alle risorse per la produttività che avrebbero avuto l’unico scopo di “fare cassa” sulla pelle dei tanti lavoratori onesti, senza effetto alcuno sull’efficienza delle amministrazioni.

 Al contrario, i tagli avrebbero privato enti e agenzie di strumenti a  sostegno di funzioni essenziali a servizio dei cittadini: lotta all’evasione fiscale, lotta al lavoro nero, sicurezza sui posti di lavoro, interventi in materia di immigrazione, di procedure di depenalizzazione, rapidità nella erogazione di prestazioni previdenziali e cassa integrazione, enzione e tutela della salute pubblica nell’importazione di  animali e lotta alla sofisticazione alimentare, tutela dei prodotti “made in Italy” e così via. Una disapplicazione di questi strumenti avrebbe comportato una caduta nel funzionamento delle stesse amministrazioni in settori fondamentali per la nostra comunità, con pesanti conseguenze negative per gli stessi cittadini ed operatori economici.

 Noi abbiamo reagito e dato vita ad una mobilitazione vigorosa, fino a conquistare uno spazio di contrattazione. Abbiamo creduto nelle nostre forze, con coraggio, e, sfidando le critiche talvolta malevole, abbiamo ottenuto l’apertura formale del tavolo di confronto. E lì abbiamo iniziato quel “percorso a tappe”, che in una condizione resa particolarmente difficile da una crisi economica durissima, ci ha consentito di centrare tutti gli obiettivi di allora e di andare oltre.

 In altre parole, con la firma del protocollo del 30 ottobre 2008, abbiamo chiesto dal governo impegni chiari e precisi e con determinazione ne preteso abbiamo il rispetto. Impegni che hanno portato alla firma dei contratti nazionali del pubblico impiego con aumenti tempestivi (rinnovi con tempi più che dimezzati rispetto al passato, quando non addirittura ottenuti in vigenza di contratto) e con una crisi economica mondiale senza precedenti. E con la firma definitiva del 30 aprile di quest’anno, è stato possibile iniziare a costruire nuovi assetti contrattuali per il settore pubblico in grado di mettere al centro la qualità dei servizi e la valorizzazione dei lavoratori attraverso la contrattazione decentrata.

 Oggi vediamo concretizzato anche l’altro punto qualificante del protocollo: la restituzione ai lavoratori delle amministrazioni centrali dei soldi tagliati dal ministro Tremonti, cha ora tornano disponibili per la contrattazione integrativa. Così come vediamo concretizzato l’obiettivo di ripristinare integralmente le risorse impropriamente ridotte dalla norma sulle assenze, con l’abrogazione dell’articolo 71 comma 5 della Legge 133/2008.

 La nostra azione e la nostra pervicacia sono state premiate. Ma soprattutto la vertenza del lavoro pubblico ha imboccato una direzione nuova, recuperando alla contrattazione la funzione di premiare il merito e garantire l’efficienza. Non è stato facile, come non sarà facile l’impegno che ora ci attende: a partire proprio dalla contrattazione decentrata o dal prossimo documento di programmazione finanziaria (ora DFP) dove vogliamo che il governo includa le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti dei lavoratori pubblici del prossimo triennio 2010-2012.

 Ma il risultato di oggi ci conforta: è una ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che le grandi conquiste si ottengono ai tavoli di confronto. Facendo bene il nostro mestiere, che è quello di contrattare.

 

Roma, 03 luglio 2009  


 

 


Autore: Marco Semprini
 
 
 
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