13/06/2010
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A
TUTTI I I COLLEGHI
L'11
giugno u.s., nella prima giornata della
convention Cisl di Levico con al centro il pubblico impiego e la scuola, in
apertura quest’anno il segretario della confederazione Raffaele Bonanni ha
voluto incontrare le due categorie più nel mirino dell’attenzione pubblica
che ha definito “il cuore pulsante della Cisl”.
Altrettanto
chiara è stata la parola d’ordine lanciata alla platea: no alla
‘mummificazione’ della contrattazione di secondo livello, che metterebbe un
ulteriore freno alle buste paga dei lavoratori, ma anche a quel percorso di
razionalizzazione dei servizi tanto sbandierato dalla politica. Per questo
bisogna cercare il dialogo con gli amministratori più seri e capaci, quelli che
dichiarano di avere risorse sufficienti per andare oltre il patto di stabilità,
e decidere insieme come usarle per portare comunque avanti questo cammino
virtuoso: una sfida alla quale la regione Lombardia, ma anche
l’amministrazione di Trento che ospita la kermesse, hanno risposto sì.
La
“polpetta avvelenata” contro il pubblico impiego, ha ricordato il segretario
generale, si andava preparando da molti anni prima che arrivasse la crisi.
Giustificandosi con un “depistaggio culturale” a base di luoghi comuni che
istigavano all’invidia sociale contro i dipendenti pubblici, vari governi
hanno scelto di non mettere in bilancio le risorse per i loro contratti, e di
destinarle invece a promuovere un numero esorbitante di dirigenti – 1 ogni 8
dipendenti – selezionati spesso secondo logiche puramente clientelari. Ora però
il clima sta cambiando: i cittadini, e perfino alcuni tra coloro che fino a ieri
facevano del luogo comune del “fannullonismo” una bandiera, di fronte
all’onere che la manovra carica sulle loro spalle mostrano una sensibilità
inedita. Si comincia a capire che i presunti “privilegiati” che mettono
impegno nel far funzionare la macchina pubblica si vedono negare non solo il
rinnovo del contratto, ma anche condizioni di lavoro che permettono loro di
lavorare al meglio, dalle attrezzature alla formazione continua.
Per far
uscire il bilancio del paese dalla fase critica, ha sintetizzato Bonanni,
bisogna agire su tre leve: la lotta all’evasione, su cui la Cisl ha ottenuto
la tracciabilità dei pagamenti, lo sviluppo, e la semplificazione dei troppi
livelli amministrativi esistenti oggi in Italia, ognuno con la sua dirigenza e
relativi stipendi da 400 mila euro l’anno, che rappresentano un onere enorme
per il paese senza generare servizi pubblici migliori.
Un
concetto molto presente nelle parole del segretario generale è stata la
“serietà”. Come quella che la confederazione ha messo in campo in questi
giorni, incalzando il governo affinché il taglio alla spesa per dirigenti e
consulenti fosse incluso anch’esso nella manovra, e con cui preme per ottenere
dal governo un incontro entro questo mese. Ma oltre che sul piano del confronto
con le istituzioni, la battaglia della Cisl deve arrivare nei luoghi di lavoro,
puntando a passare al setaccio ogni amministrazione.
Giovanni
Faverin, parlando di fronte ad oltre 1.500 delegati della Funzione pubblica Cisl
in rappresentanza dei 29 mila rappresentanti Rsu, ha illustrato da parte sua
quello che è stato negli ultimi decenni lo “scacco matto alla spesa
pubblica” messo in atto da una politica che ha divorato i soldi dei cittadini
negli sprechi, nelle ruberie e nel finanziamento occulto delle campagne
elettorali. In questo senso, ha detto, “abbiamo lanciato, insieme alla
confederazione, una azione sindacale strategica, che non è solo una replica al
blocco dei contratti, ma è la risposta convinta alla necessità di utilizzare
meglio i soldi dei cittadini per evitare il ridimensionamento dei servizi e
rilanciarli con più qualità e più partecipazione professionale dei
lavoratori”.
Per il
segretario del pubblico impiego la priorità è riformare e riorganizzare la
spesa, “così come si è iniziato a fare con il taglio delle consulenze e
delle spese improduttive”, un punto su cui il sindacato è e deve continuare
ad essere in prima linea. “E’ un percorso complicato – ha spiegato - in
cui i lavoratori pubblici, in alleanza con i pensionati e i cittadini, sono
chiamati a denunciare gli sperperi e la cattiva gestione, ma anche a cambiare
l’organizzazione del lavoro e a costruire servizi più moderni e meno costosi.
Dobbiamo essere più preparati e più attenti, e dare noi le pagelle agli
amministratori pubblici: per far sapere ai cittadini di come sono gestiti gli
enti e come sono amministrati i bilanci” .
Faverin
richiama l’esigenza di restituire “un nuovo orizzonte credibile al Paese”
per far ripartire lo sviluppo: “servono proposte serie e a lungo termine”.
Tra le idee ribadite dal palco di Levico la riorganizzazione delle province come
enti di secondo livello (eliminando i costi elettorali), i consorzi tra comuni
per ottimizzare l’utilizzo di risorse, l’unificazione degli uffici dei
ministeri sul territorio, la casa unica della previdenza e delle’assistenza in
ogni provincia, l’integrazione dei servizi sociali e assistenziali.
Riforme
che, per il segretario della Cisl Fp, interessi consolidati e una politica miope
hanno finora impedito di compiere. Ma che “sono anche il frutto di una
organizzazione del lavoro che conta troppi dirigenti, troppi incarichi, troppe
esternalizzazioni. Anche per questo vogliamo riprendere in mano la
contrattazione di secondo livello. Noi non chiederemo un euro in più di spesa
pubblica, ma vogliamo contrattare ogni singolo euro di risparmio che
contribuiremo a creare in ogni ente. E’ questa la nostra battaglia – ha
concluso Faverin – impegnativa e ambiziosa, come da tradizione Cisl: perché i
veri duri siamo noi che scegliamo obiettivi alti e non chi fa la voce grossa per
non cambiare niente”
Seconda
giornata di Levico, con l’Assemblea nazionale del pubblico impiego e della
scuola ...
Posted:
12 Jun 2010 09:40 AM PDT
Il 12
giugno è toccato, invece, al segretario confederale Gianni Baratta il compito
di aprire l’assemblea dei delegati di pubblico impiego e scuola al Palalevico,
nella seconda giornata della kermesse della Cisl, illustrando il contesto in cui
si colloca una manovra che, se non subìta, deve però essere inquadrata. È il
contesto di un’Europa nel cui perimetro di stabilità economica e monetaria si
sono aperte delle falle, e che si trova a dover difendere la propria coesione.
Entro questi vincoli, ha spiegato Baratta, la Cisl intende muoversi senza
velleitarismi, puntando a correggere i due aspetti più problematici della
manovra: quelli appunto che riguardano la scuola, con gli scatti di anzianità e
20 mila precari da stabilizzare, e il pubblico impiego, per il quale bisogna
evitare che lo stop ai contratti nazionali non freni anche la contrattazione
decentrata (n.d.r. per l'ACI, quale Ente al di fuori del bilancio
consolidato dello Stato, l'attuale manovra sembra lasciare ampi spazi
d'intervento a livello di contrattazione integrativa) , e cercare invece
di far sì che tutti i risparmi di gestione, a qualsiasi titolo realizzati,
possano essere finalizzati a valorizzare il secondo livello.
La grande sfida della Cisl non riguarda solo il piano delle retribuzioni. In
gioco, come ha spiegato Giovanni Faverin, c’è la possibilità di arrivare ad
un nuovo accordo quadro che reinserisca il “peso intelligente” del sindacato
nel processo di rinnovamento dei servizi pubblici. La pausa forzata sul versante
salariale, secondo Faverin, va sfruttata per costruire nuovi elementi di
legittimazione del ruolo del sindacato. L’invito rivolto ai delegati è
anzitutto ad “insegnare di meno e imparare di più”, avere cioè il coraggio
di rimettere in discussione le modalità e gli obiettivi tradizionali del fare
sindacato, per fare spazio a temi-chiave nell’ottica della riqualificazione
della macchina pubblica che la contrattazione degli anni recenti aveva relegato
in secondo piano. Primo fra tutti lo sviluppo delle professioni, un tema che non
deve essere lasciato all’autonomismo, ma invece diventare il terreno sul quale
presentarsi, come Cisl, nel ruolo di soggetto che anticipa i cambiamenti, e che
avanza proposte su come costruire percorsi per valorizzare – ad esempio,
analizzando i bisogni formativi nei territori – il potenziale individuale dei
tanti professionisti presenti nei settori pubblici.
In questo spirito Faverin ha invitato a lanciare una “Ladispoli del pubblico
impiego”, richiamandosi allo storico congresso nel quale la Cisl, già
all’inizio degli anni Cinquanta, per la prima volta parlò di valorizzare
contrattualmente la produttività. Non più solo dalla capacità di strappare
aumenti “indifferenziati” sullo stipendio tabellare, bensì dalla competenza
che saprà mostrare nel porsi alla testa del processo di modernizzazione dei
servizi pubblici, e nel ricostruire intorno ad esso la fiducia dei cittadini nei
lavoratori pubblici e di questi nel sindacato, dovrà venire a quest’ultimo
una rinnovata legittimazione del suo ruolo di rappresentanza. Meno “tayloristico”,
lo ha definito Faverin, e più “etico”. Collaborando con la federazione
della scuola, al di là del malcontento che accomuna le due categorie più
bersagliate da questa manovra, nello spirito di un’unica “comunità
educante” che sappia essere “fucina non solo di idee, ma della ricostruzione
dell’etica pubblica”.
All’invito di Faverin, il segretario della Cisl Scuola Francesco Scrima ha
subito risposto richiamando uno slogan di qualche anno fa, che la situazione
presente fa tornare attuale: “Dalle difficoltà alle opportunità”.
Richiamando il disagio e la preoccupazione di tanti insegnanti nei confronti di
questa manovra, ma anche citando non pochi esempi passati di scarsa lungimiranza
che hanno minato la sostenibilità dei servizi pubblici e di cui oggi si paga il
prezzo, Scrima ha declinato a sua volta il concetto di un’attività
sindacale capace di puntare oltre gli interessi specifici delle categorie, e di
ragionare invece sulla traccia più comprensiva di un “progetto di servizio
pubblico”.
Su queste basi proseguirà nelle prossime settimane la mobilitazione della
Cisl Fp per modificare la manovra finanziaria di giugno e gettare le basi di un
accordo quadro sulle relazioni sindacali nel settore pubblico.
IL
COORDINAMENTO NAZIONALE CISL FP ACI
Autore: Marco Semprini
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