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ARBITRATO: con l'avviso comune l'art.18 non sarà toccato
Comunicato Sindacale
12/03/2010
Nuova pagina 1


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ARBITRATO

"Con l'avviso comune l'articolo 18 non sarà toccato"

"Con l'avviso comune l'articolo 18 non sarà toccato". E' quanto sottolinea il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando l'intesa raggiunta oggi da imprese e sindacati sulla dichiarazione di intenti in tema di arbitrato, proposta dalla Cisl nel corso del tavolo convocato dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi sulla rimodulazione dell'orario di lavoro. L'avviso comune è volto a "delimitare il campo del negoziato sull'utilizzo dell'arbitrato evitando così strumentalizzazioni ed esasperazioni che non giovano alle imprese e ai lavoratori - spiega Bonanni sottolineando la necessità di "rasserenare il clima e sgombrare il campo da possibili illazioni. Oggi - ha aggiunto - abbiamo fatto di tutto per accelerare i tempi e per sgonfiare il pallone gonfiato da chi ha fatto intendere che si volesse manomettere l'articolo 18. Le normative da individuare - ha detto Bonanni in conferenza stampa - dovranno riguardare esclusivamente i temi dell'arbitrato e non del licenziamento. Con questa dichiarazione si chiarisce definitivamente che tutta la questione sull'articolo 18 è stata gonfiata artatamente per ragioni politiche e di contrasti che taluni ritengono che ci debbano essere anche in momenti di crisi. L'arbitrato è un vantaggio, un'opportunità". Bonanni si è detto inoltre "molto soddisfatto" per uno strumento che "accelererà i tempi della risoluzione delle controversie di lavoro, facendo costare meno i contrasti. Sono dispiaciuto che qualcuno abbia voluto gettare benzina sul fuoco. In questa Italia bislacca dominata da un bipolarismo spinto e da forze incapaci di essere responsabili, che vogliono solo fare confusione, bisogna vedere anche questo. Con questo accordo - ha concluso - voglio protestare contro l'irresponsabilità di taluni".
"Una importante intesa tra le parti sociali che smentisce tutte le strumentalizzazioni - ha sottolineato Giorgio Santini, Segretario confederale della Cisl - ed azzera le troppe falsita' seminate a piene mani in questi giorni. La dichiarazione comune sottocritta da tutte le parti sociali, esclusa la Cgil- continua Santini- nel confermare la libera scelta di utilizzare l'arbitrato come soluzione delle controversie di lavoro, impegna tutti i sottoscrittori alla realizzazione dell'accordo interconfederale per regolare l'intera materia e soprattutto esclude fin d'ora che le clausole compromissorie all'atto dell'assunzione possano riguardare il licenziamento. Come abbiamo sostenuto fin dall'inizio, non viene in alcun modo ne' aggirato ne' depotenziato l'art.18 e piu' in generale il diritto del lavoro. Dopo l'intesa di oggi aumentano, invece, notevolmente le possibilita' che conciliazione ed arbitrato vengano ben regolati per risolvere piu' velocemente e senza oneri le controversie di lavoro, mantenendo inalterate le tutele per i lavoratori". "In questo quadro- conclude Santini- e' particolarmente significativo che il Ministro del Lavoro abbia assunto ufficialmente l'impegno a recepire integralmente gli accordi e la volonta' delle parti sociali in materia di regolazione dell'arbitrato".
Circa 30 le parti sociali, fra rappresentanti delle imprese e dei sindacati che hanno siglato, nella sede del ministero del Lavoro di via Flavia a Roma, la dichiarazione di intenti, in cui "riconoscono l'utilita' dell'arbitrato, scelto liberamente e in modo consapevole dalle parti, in quanto strumento idoneo a garantire una soluzione tempestiva delle controversie in materie di lavoro a favore della effettivita' delle tutele e della certezza del diritto". Le parti si impegnano anche a definire con tempestivita' un avviso comune, escludendo pero' che "il ricorso delle parti alle clausole compromissorie poste al momento dell'assunzione possa riguardare le controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro". La dichiarazione d'intenti e' stata siglata tra gli altri da Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Confsal, e da Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Confartigianato, Cna, Cia, Coldiretti, Confagricoltura oltreche' da numerose altre parti sociali. Non hanno firmato invece la Cgil e la Lega delle Cooperative.

 

 


Autore: Marco Semprini
 
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