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La CISL a Levico Terme discute la linea su manovra e Pubblico Impiego
Comunicato Sindacale
13/06/2010
Nuova pagina 1


A TUTTI I I COLLEGHI


Levico, Bonanni incontra i lavoratori del pubblico impiego e la scuola

Posted: 11 Jun 2010 12:58 PM PDT

L'11 giugno u.s., nella prima giornata della convention Cisl di Levico  con al centro il pubblico impiego e la scuola, in apertura quest’anno il segretario della confederazione Raffaele Bonanni ha voluto incontrare le due categorie più nel mirino dell’attenzione pubblica che ha definito “il cuore pulsante della Cisl”.

Altrettanto chiara è stata la parola d’ordine lanciata alla platea: no alla ‘mummificazione’ della contrattazione di secondo livello, che metterebbe un ulteriore freno alle buste paga dei lavoratori, ma anche a quel percorso di razionalizzazione dei servizi tanto sbandierato dalla politica. Per questo bisogna cercare il dialogo con gli amministratori più seri e capaci, quelli che dichiarano di avere risorse sufficienti per andare oltre il patto di stabilità, e decidere insieme come usarle per portare comunque avanti questo cammino virtuoso: una sfida alla quale la regione Lombardia, ma anche l’amministrazione di Trento che ospita la kermesse, hanno risposto sì.

La “polpetta avvelenata” contro il pubblico impiego, ha ricordato il segretario generale, si andava preparando da molti anni prima che arrivasse la crisi. Giustificandosi con un “depistaggio culturale” a base di luoghi comuni che istigavano all’invidia sociale contro i dipendenti pubblici, vari governi hanno scelto di non mettere in bilancio le risorse per i loro contratti, e di destinarle invece a promuovere un numero esorbitante di dirigenti – 1 ogni 8 dipendenti – selezionati spesso secondo logiche puramente clientelari. Ora però il clima sta cambiando: i cittadini, e perfino alcuni tra coloro che fino a ieri facevano del luogo comune del “fannullonismo” una bandiera, di fronte all’onere che la manovra carica sulle loro spalle mostrano una sensibilità inedita. Si comincia a capire che i presunti “privilegiati” che mettono impegno nel far funzionare la macchina pubblica si vedono negare non solo il rinnovo del contratto, ma anche condizioni di lavoro che permettono loro di lavorare al meglio, dalle attrezzature alla formazione continua.

Per far uscire il bilancio del paese dalla fase critica, ha sintetizzato Bonanni, bisogna agire su tre leve: la lotta all’evasione, su cui la Cisl ha ottenuto la tracciabilità dei pagamenti, lo sviluppo, e la semplificazione dei troppi livelli amministrativi esistenti oggi in Italia, ognuno con la sua dirigenza e relativi stipendi da 400 mila euro l’anno, che rappresentano un onere enorme per il paese senza generare servizi pubblici migliori.

Un concetto molto presente nelle parole del segretario generale è stata la “serietà”. Come quella che la confederazione ha messo in campo in questi giorni, incalzando il governo affinché il taglio alla spesa per dirigenti e consulenti fosse incluso anch’esso nella manovra, e con cui preme per ottenere dal governo un incontro entro questo mese. Ma oltre che sul piano del confronto con le istituzioni, la battaglia della Cisl deve arrivare nei luoghi di lavoro, puntando a passare al setaccio ogni amministrazione.

Giovanni Faverin, parlando di fronte ad oltre 1.500 delegati della Funzione pubblica Cisl in rappresentanza dei 29 mila rappresentanti Rsu, ha illustrato da parte sua quello che è stato negli ultimi decenni lo “scacco matto alla spesa pubblica” messo in atto da una politica che ha divorato i soldi dei cittadini negli sprechi, nelle ruberie e nel finanziamento occulto delle campagne elettorali. In questo senso, ha detto, “abbiamo lanciato, insieme alla confederazione, una azione sindacale strategica, che non è solo una replica al blocco dei contratti, ma è la risposta convinta alla necessità di utilizzare meglio i soldi dei cittadini per evitare il ridimensionamento dei servizi e rilanciarli con più qualità e più partecipazione professionale dei lavoratori”.

Per il segretario del pubblico impiego la priorità è riformare e riorganizzare la spesa, “così come si è iniziato a fare con il taglio delle consulenze e delle spese improduttive”, un punto su cui il sindacato è e deve continuare ad essere in prima linea. “E’ un percorso complicato – ha spiegato - in cui i lavoratori pubblici, in alleanza con i pensionati e i cittadini, sono chiamati a denunciare gli sperperi e la cattiva gestione, ma anche a cambiare l’organizzazione del lavoro e a costruire servizi più moderni e meno costosi. Dobbiamo essere più preparati e più attenti, e dare noi le pagelle agli amministratori pubblici: per far sapere ai cittadini di come sono gestiti gli enti e come sono amministrati i bilanci” .

Faverin richiama l’esigenza di restituire “un nuovo orizzonte credibile al Paese” per far ripartire lo sviluppo: “servono proposte serie e a lungo termine”. Tra le idee ribadite dal palco di Levico la riorganizzazione delle province come enti di secondo livello (eliminando i costi elettorali), i consorzi tra comuni per ottimizzare l’utilizzo di risorse, l’unificazione degli uffici dei ministeri sul territorio, la casa unica della previdenza e delle’assistenza in ogni provincia, l’integrazione dei servizi sociali e assistenziali.

Riforme che, per il segretario della Cisl Fp, interessi consolidati e una politica miope hanno finora impedito di compiere. Ma che “sono anche il frutto di una organizzazione del lavoro che conta troppi dirigenti, troppi incarichi, troppe esternalizzazioni. Anche per questo vogliamo riprendere in mano la contrattazione di secondo livello. Noi non chiederemo un euro in più di spesa pubblica, ma vogliamo contrattare ogni singolo euro di risparmio che contribuiremo a creare in ogni ente. E’ questa la nostra battaglia – ha concluso Faverin – impegnativa e ambiziosa, come da tradizione Cisl: perché i veri duri siamo noi che scegliamo obiettivi alti e non chi fa la voce grossa per non cambiare niente”

 

Seconda giornata di Levico, con l’Assemblea nazionale del pubblico impiego e della scuola ...

Posted: 12 Jun 2010 09:40 AM PDT

Il 12 giugno è toccato, invece, al segretario confederale Gianni Baratta il compito di aprire l’assemblea dei delegati di pubblico impiego e scuola al Palalevico, nella seconda giornata della kermesse della Cisl, illustrando il contesto in cui si colloca una manovra che, se non subìta, deve però essere inquadrata. È il contesto di un’Europa nel cui perimetro di stabilità economica e monetaria si sono aperte delle falle, e che si trova a dover difendere la propria coesione. Entro questi vincoli, ha spiegato Baratta, la Cisl intende muoversi senza velleitarismi, puntando a correggere i due aspetti più problematici della manovra: quelli appunto che riguardano la scuola, con gli scatti di anzianità e 20 mila precari da stabilizzare, e il pubblico impiego, per il quale bisogna evitare che lo stop ai contratti nazionali non freni anche la contrattazione decentrata (n.d.r. per l'ACI, quale Ente al di fuori del bilancio consolidato dello Stato, l'attuale manovra sembra lasciare ampi spazi d'intervento a livello di contrattazione integrativa) , e cercare invece di far sì che tutti i risparmi di gestione, a qualsiasi titolo realizzati, possano essere finalizzati a valorizzare il secondo livello.
La grande sfida della Cisl non riguarda solo il piano delle retribuzioni. In gioco, come ha spiegato Giovanni Faverin, c’è la possibilità di arrivare ad un nuovo accordo quadro che reinserisca il “peso intelligente” del sindacato nel processo di rinnovamento dei servizi pubblici. La pausa forzata sul versante salariale, secondo Faverin, va sfruttata per costruire nuovi elementi di legittimazione del ruolo del sindacato. L’invito rivolto ai delegati è anzitutto ad “insegnare di meno e imparare di più”, avere cioè il coraggio di rimettere in discussione le modalità e gli obiettivi tradizionali del fare sindacato, per fare spazio a temi-chiave nell’ottica della riqualificazione della macchina pubblica che la contrattazione degli anni recenti aveva relegato in secondo piano. Primo fra tutti lo sviluppo delle professioni, un tema che non deve essere lasciato all’autonomismo, ma invece diventare il terreno sul quale presentarsi, come Cisl, nel ruolo di soggetto che anticipa i cambiamenti, e che avanza proposte su come costruire percorsi per valorizzare – ad esempio, analizzando i bisogni formativi nei territori – il potenziale individuale dei tanti professionisti presenti nei settori pubblici.
In questo spirito Faverin ha invitato a lanciare una “Ladispoli del pubblico impiego”, richiamandosi allo storico congresso nel quale la Cisl, già all’inizio degli anni Cinquanta, per la prima volta parlò di valorizzare contrattualmente la produttività. Non più solo dalla capacità di strappare aumenti “indifferenziati” sullo stipendio tabellare, bensì dalla competenza che saprà mostrare nel porsi alla testa del processo di modernizzazione dei servizi pubblici, e nel ricostruire intorno ad esso la fiducia dei cittadini nei lavoratori pubblici e di questi nel sindacato, dovrà venire a quest’ultimo una rinnovata legittimazione del suo ruolo di rappresentanza. Meno “tayloristico”, lo ha definito Faverin, e più “etico”. Collaborando con la federazione della scuola, al di là del malcontento che accomuna le due categorie più bersagliate da questa manovra, nello spirito di un’unica “comunità educante” che sappia essere “fucina non solo di idee, ma della ricostruzione dell’etica pubblica”.
All’invito di Faverin, il segretario della Cisl Scuola Francesco Scrima ha subito risposto richiamando uno slogan di qualche anno fa, che la situazione presente fa tornare attuale: “Dalle difficoltà alle opportunità”. Richiamando il disagio e la preoccupazione di tanti insegnanti nei confronti di questa manovra, ma anche citando non pochi esempi passati di scarsa lungimiranza  che hanno minato la sostenibilità dei servizi pubblici e di cui oggi si paga il prezzo, Scrima ha declinato a sua volta il concetto di  un’attività sindacale capace di puntare oltre gli interessi specifici delle categorie, e di ragionare invece sulla traccia più comprensiva di un “progetto di servizio pubblico”.
Su queste basi proseguirà nelle prossime settimane la mobilitazione della Cisl Fp per modificare la manovra finanziaria di giugno e gettare le basi di un accordo quadro sulle relazioni sindacali nel settore pubblico.


IL COORDINAMENTO NAZIONALE CISL FP ACI



Autore: Marco Semprini
 
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